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Carota Selvatica

Felicità

La carota selvatica, daucus carota, appartiene alla famiglia delle umbellifere. Il suo nome deriva da due termini greci dakkos, che sta ad indicare che la specie era impiegata a scopo medicinale in tutta l’antica Grecia , e dal termine daio, che significa irritare.

Sia gli antichi greci che i romani la conoscevano e ne apprezzavano le qualità medicinali, veniva infatti utilizzata per curare lo scorbuto, le scottature e per via delle sue proprietà altamente diuretiche.

Nel linguaggio delle piante i fiori della carota selvatica simboleggiano la felicità e sono considerati un simbolo di festa. Secoli fa, venivano utilizzati per abbellire gli ambienti in occasione dei matrimoni.  

Nel territorio italiano è tuttora presente, la si può trovare con molta facilità nelle zone umide e temperate dei prati, ai margini dei sentieri oppure lungo le dune sabbiose della costa e addirittura sulla sommità delle scogliere.

 
 

Cumino Nero

Pianta curativa

I semi del cumino nero vengono raccolti dalla pianta della Nigella Sativa.

Nelle culture arabe, i semi di questa pianta sono noti come “semi benedetti” e si ritiene che sia stato proprio il profeta islamico Maometto a dire che si tratta “un rimedio per tutte le malattie eccetto la morte“.

Nei paesi anglosassoni viene invece popolarmente chiamata “love in a mist“, amore nella nebbia, o “devil in the bush“, il diavolo nel cespuglio, per via della conformazione della pianta che crea cespugli fitti e velati.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante la nigella, contrariamente a quanto si potrebbe pensare in base alla sua “gloriosa” storia, simboleggia il dubbio e l’imbarazzo, tale significato è probabilmente dovuto ai nomi popolari attribuitigli dagli anglosassoni.

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Aglio Selvatico

Pianta curativa

L'aglio orsino, variante selvatica dell'aglio comune, è una pianta erbacea versatile in cucina ricchissima di proprietà benefiche.

L’aglio orsino è una pianta erbacea perenne (la versione selvatica dell’aglio comune), che cresce in maniera spontanea in tutta Europa, Italia compresa, tranne che in Sardegna.  

Il suo nome, alquanto curioso, deriva dal fatto che gli orsi, appena si risvegliano dal letargo, ne consumano in gran quantità per rigenerarsi e recuperare le energie perdute durante il periodo freddo.

In qualità di membro della famiglia delle Liliaceae, la stessa dell’aglio, della cipolla e del porro, l’aglio orsino somiglia molto ai suoi “cugini”, soprattutto quando si parla di qualità benefiche: ha infatti proprietà depuranti, antisettiche, purifica l’organismo, protegge dalle malattie del cuore e contribuisce a mantenere equilibrati i livelli di colesterolo.

 
 

Non ti scordar di me

Amore, Amicizia

Simbolo del ricordo e della speranza, ma anche dell’amore, deve questo significato all’epoca vittoriana quando venne associato alla fedeltà dell’amore duraturo. Non a caso veniva utilizzato per decorare gli abiti delle donne innamorate. Fra l’altro il Non ti scordar di me sboccia proprio in primavera, stagione degli amori, sull’erba dell’amore, pianta che nasce in luoghi umidi e che non si fa notare.

Visto il suo significato sentimentale, viene spesso regalato alle persone care, ai famigliari o agli amici persi, fra l’altro in Canada si è soliti utilizzarlo il primo luglio di ogni anno in onore dei caduti per la patria durante la Prima Guerra Mondiale. Dal 1983 è divenuto anche simbolo della Giornata internazionale dei bambini scomparsi.

Nell’antichità il Non ti scordar di me era impiegato come talismano protettivo dalle streghe e si riteneva che il suo decotto fosse utile per guarire le ferite dovute alle spade e ai morsi di serpente.

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Sambuco

Rinascita, Fine di un Ciclo

L’albero del sambuco nella tradizione celtica, possiede forti legami con la tredicesima luna del calendario celtico antico, che rappresenta la fine del vecchio anno con la festa di Samhain oggi conosciuta come festa di Halloween, una festività collegata alla morte e ai morti, da cui deriva il suo simbolismo di morte e fine di un ciclo.

In Bretagna, Russia e Danimarca credevano che il sambuco fosse una sorta di talismano. La gente lo piantava vicino alle case, intorno alle fortezze ed ai monasteri, per allontanare le malie, le serpi e gli scorpioni.

Fino all’Ottocento, in Svezia, le donne incinte baciavano il sambuco per avere una gravidanza serena. In Ucraina, un bastone di sambuco era un portafortuna per gli sposi. In Lettonia si pensava che sotto alle sue radici dimorasse Puschkaitis, il dio della Terra. Inoltre il sambuco aveva anche proprietà divinatorie: se in estate i suoi fiori erano di colore giallo ruggine, si annunciava un nuovo figlio.

 
 

Ginkgo Biloba

Dualità, Longevità

Il ginkgo è la sola specie vivente del gruppo delle Ginkgophyta e senza dubbio la pianta a semi più antica. Piante molto simili ad essa erano diffuse su tutte le terre emerse nel Giurassico e nel Cretaceo, ma poi andarono progressivamente scomparendo, tranne questo grande albero che Darwin definì "fossile vivente".

Considerato da sempre una pianta sacra, il Ginkgo biloba possiede principi attivi in grado di combattere l’invecchiamento sia fisico che mentale

Il Ginkgo biloba è un albero in grado di sopravvivere ad ogni avversità grazie alla sua capacità di resistenza ai fattori ambientali, all’inquinamento atmosferico e alla sua immunità agli attacchi parassitari. È così resistente che ancora oggi esistono sei esemplari, sopravvissuti alle radiazioni prodotte dalla bomba atomica sganciata sulla città di Hiroshima.

Molti esemplari di Ginkgo adornano case, giardini e orti botanici sia perché decorativi per le belle foglie bilobate, di uno splendido colore giallo oro in autunno, sia perché incredibilmente resistenti alle basse e alte temperature, alle malattie e all’inquinamento.

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Mini Felce

Ignoto, Mistero

La felce è una pianta di origini antichissime, molti studi hanno dimostrato che la sua presenza risale a circa 350 milioni di anni fa.

Data la sua ancestrale presenza sul suolo terrestre nel corso dei secoli, sulla felce, sono state create moltissime leggende. Secondo la mitologia la felce era la pianta consacrata al dio Pan, in dio pastore, della campagna, dei pascoli e delle selve.

Tra le numerose leggende si narra che, bruciarne le foglie e tenerle vicino l’orecchio, durante il sonno, avrebbe il potere di far fare sogni premonitori e rendere fertili le donne.

La felce è, infine, menzionata anche negli Grimoires, antichi trattati magici, dove sono riportati minuziosamente i vari usi che ne facevano gli antichi.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante, probabilmente per le sue antichissime origini e per l’uso “profetico” che per secoli ne è stato fatto, la felce simboleggia il mistero e l’ignoto.

 
 

Lappola Bianca

Delicatezza, Resistenza

La Lappola bianca ha meravigliosi grandi fiori bianco puro che ricordano un pizzo delicato, da cui il nome inglese white laceflower (letteralmente, fiore-merletto bianco). Orlaya deriva dal nome del botanico russo Johann Orlay, vissuto nel XVIII secolo, al quale fu dedicato questo genere.

In qualche modo è metafora del gentil sesso: un’apparenza fragile ed elegante, data dal colore candido e dai bordi merlati dei petali ma anche un’anima resistente. Nonostante l’apparenza delicata è una pianta robusta che ricopre i suoi frutti aculei uncinati, utili per la loro difesa e per il trasporto da parte degli animali.

E’ una pianta annuale che attrae insetti benefici come le api e le farfalle.

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Semi di Girasole

Vivacità, Rispetto, Gratitudine

Il girasole, nome scientifico Helianthus annuus, è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Asteraceae. È originario dell’America.

Dopo aver solcato l’Atlantico con gli esploratori spagnoli nel XVI secolo, il girasole si è diffuso rapidamente anche in Europa. Inizialmente veniva piantato per la sua fioritura appariscente. Infatti, il girasole è caratterizzato da una grande infiorescenza posta in cima a un fusto, che può raggiungere anche i due metri di altezza.

Il grande fiore rotondo ha petali gialli raggruppati intorno al disco centrale scuro, composto da piccoli fiori di forma tubolare. Una piccola curiosità: la sistemazione di questi fiori all’interno del disco avviene secondo la sezione aurea.

Una volta che i fiori del disco raggiungono una completa maturazione divengono frutti, acheni, racchiusi da un pericarpo. Hanno forma oblunga e possono essere di diverse misure. I colori variano dal bianco al nerastro passando per varie gradazioni di grigio. Proprio questi sono i cosiddetti semi di girasole.